Tombolo
«Rivendico la vittoria,
sono pronto a ricorrere anche ai probiviri e
c'è il rischio che una novantina di iscritti
se ne vadano abbandonando il partito». Lo
dice il medico Antonio Toniato.
Il congresso di sabato
scorso della sezione di Tombolo di Forza
Italia che doveva esprimere il nuovo
coordinatore, si è concluso con una
spaccatura che rischia di mettere in crisi
il gruppo che conta 182 iscritti. Due le
liste interne presenti: quella uscita
perdente dalle urne e che ha candidato il
medico Antonio Toniato "non ci sta" e, come
ha scritto al coordinatore provinciale
Stefano Svegliado, rivendica la vittoria e
minaccia una forte perdita di associati.
Dallo spoglio è risultato
vincitore Giovanni Cirilli, farmacista di
Onara di Tombolo, che va a succedere ad
Angelo Berno, già sindaco, ora consigliere
provinciale e sui banchi dell'opposizione in
municipio.
Motivi del contendere? A
votare sono andati in 166. Due le liste con
a capo l'una Cirilli, l'altra Toniato. Ha
vinto il primo per i voti di due cosiddetti
"grandi elettori", cioè Angelo Berno e Zeno
Cecchin (consigliere comunale
d'opposizione), il cui voto in forza degli
incarichi ricoperti non viene conteggiato
singolarmente ma vale 5 preferenze in più.
Contando i singoli votanti invece la
vittoria sarebbe di Toniato: 85 voti contro
i 78 di Cirilli (3 le schede bianche), ma
come prevede il regolamento di FI, quest'ultimo
ha usufruito dei 10 voti, superando di 3
punti l'avversario.
«Non accettiamo il
risultato del congresso - spiega Toniato -
per l'atteggiamento di massima scorrettezza
e slealtà, sanzionabile con l'articolo 4
dello Statuto di Forza Italia, da parte del
coordinatore uscente Angelo Berno. Negli
ultimi tre anni non ha convocato il
direttivo uscente, nessuna decisione è stata
presa collegialmente, neppure le candidature
a coordinatore sono state discusse».
«Se ci sarà la rottura, è
solo loro - replica Angelo Berno - Noi siamo
aperti al massimo; le regole sono chiare e
non possono metterle in discussione perchè
ora hanno perso. Se le norme non vanno bene
non si scende neppure in campo. Avessimo
perso noi il risultato l'avremmo accettato
senza problemi. Inoltre la presenza di più
candidati è segno di democrazia interna:
siamo pronti a collaborare e a lavorare con
tutti gli iscritti, non c'è nessuna voglia
di non fare bene».
Michelangelo Cecchetto